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Archivio, Giugno 2014. Passa alla visualizzazione elenco

    Inviato da il in Categoria Missione



    Domenica 8 giugno (la domenica di Pentecoste) si è tenuta a Bologna, presso il Centro Missionario Francescano, la Festa dei Popoli - “Stranieri come noi”.
    Massimo Bertolotti e sua moglie Chiara sono una coppia di Albissola, e in questo contributo che ci hanno inviato raccontano il loro ruolo (semplicemente fondamentale) nell'ideazione e nello sviluppo di questo evento così importante.
    Speriamo che, nelle loro parole, possiate ritrovare quel senso di unità e fraternità che ha animato la Festa dei Popoli. E che la prossima volta, possiate/vogliate, esserci anche voi.


    "La nostra festa dei popoli ha radici lontane, e nasce con l'esigenza
    dell'uomo di viaggiare, conoscere e condividere.
    Questo desiderio di conoscenza reciproca e condivisione ha infatti
    caraterizzato anche noi,  dapprima con la breve esperienza missionaria che
    ci ha portati a Santo Domingo e, successivamente, con la necessita' di
    proseguire l'impegno nella realta' di tutti i giorni, affinche' il nostro
    viaggio non rimanesse episodico, ma potesse diventare davvero un
    accrescimento personale e apportasse un radicale cambiamento nella nostra
    vita.
    Da questa nostra esigenza condivisa anche dagli altri membri del gruppo
    missionario, sono nate le riunioni a Bologna. Lo spirito francescano e la
    lungimiranza dei frati ci hanno orientato all'incontro con i migranti.
    E' cosi' iniziato un graduale percorso di avvicinamento ad una realta' a
    volte scomoda e quindi poco conosciuta, ma che coinvolge, o almeno dovrebbe
    coinvolgere, tutti noi ad ogni livello.
    I migranti sono persone costrette ad allontanarsi dal loro paese di
    origine, dalle loro famiglie, dalla loro lingua, dai loro affetti,dai loro
    usi e costumi ma sono, e rimangono sempre, persone e, come tali, vanno
    trattati, accolti, amati e rispettati.
    Questo e' quello che abbiamo cercato di realizzare con la nostra festa dei
    popoli. Il "comitato di benvenuto" ha trasformato il piazzale della chiesa
    in un punto di ristoro e di ritrovo grazie a specialita' dall'Italia, dal
    Burundi, dalla Guinea Bissau ed ad un colorato cartellone sul quale i
    partecipanti tutti sono stati invitati a scrivere "benvenuti" nella loro
    lingua di origine, invito al quale nessuno si e' sottratto.
    Il gruppo "logistica chiostro" ha creato un luogo accogliente ed intimo
    dove la celebrazione eucaristica e' stata accogliente ed intima: colarata
    che ritmica come il popolo africano, delicata e musicale come la lingua
    francese, spontanea ed entusiasmante nella multilingue preghiera dei
    fedeli, "semplice" nel perfetto spirito francescano.
    I cuochi, coadiuvati dal gruppo "cucina" hanno dato sfoggio alle loro
    abilita' culinarie regalandoci un saporito e colorito giro del mondo
    proseguito nello spettacolo multiculturale di canti, danze, racconti e
    poesie di Arte Migrante, che ha.concluso degnamente la giornata. Il punto
    di forza di questa festa e' stato, a nostro parere, l' amore che ha portato
    ad un' accoglienza vera ed incondizionata, ma soprattutto reciproca degli "Stranieri come noi". Ed e' proprio questa la parola chiave per una adeguata
    accoglienza del migrante, senza quella diffidenza che spesso traspare dai
    discorsi di molti nostri connazionali, reciprocita'.
    Solo cosi', infatti, potremo davvero incontrarci gli uni e gli altri ed
    accoglierci a vicenda. Questo e' quanto abbiamo imparato da una festa che,
    ci auguriamo, possa avere numerose edizioni, non solo a Bologna, ma anche
    in tante altre citta' italiane non da ultima, naturalmente, Albissola
    Marina".

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    Inviato da il in Categoria Missione

    Mercoledì 10. 3° giorno: ALA – DOMIGLIARA (38 km). Guida Remo

     

    Ore 5.00. Cielo coperto e brontolio di tuoni in lontananza. Lasciamo in silenzio la città nella semioscurità del mattino. Ancora rare le macchine sulla SS 12 che d’ora in poi seguiremo fino a Verona. Chiesa di S Pietro – Sdruzzinà – Vò Sinistro, al km 4,5. Inizia a piovere proprio quando attraversiamo il paese, ma la pioggia è così leggera che non ci impedisce di proseguire…

    Ore 07. Al km 8.5, poco dopo aver superato Masi d’Avio, la pioggia si fa più intensa e la Provvidenza ci offre subito un posto tranquillo e coperto a S Leonardo, un antico ospizio ora trasformato in una rinomata cantina, con tanto di villa recintata. Seduti sulle panchine di un bar- enoteca, accompagnati dal chiacchierio della fontana, recitiamo le Lodi e facciamo colazione con cibarie offerte dalla generosità dei frati cappuccini.

     

    ...