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Archivio, Maggio 2016. Passa alla visualizzazione elenco

    Inviato da il in Categoria Missione

    Cosa resta del sole


    Il giornalismo parla delle cose (notizie, dichiarazioni, eventi)
    quando accadono. E fa il suo mestiere.
    Ma c'è un esercizio ancora più interessante; vedere, un po' di tempo
    dopo, che ne è stato di quelle “cose”. Cosa resta delle notizie?
    Del viaggio di Papa Bergoglio a Lesbo che ne resta oggi? Quante e
    quali delle sue provocazioni, delle sue “scosse” sopravvivono nel
    magma mediatico?
    Ricordiamo tutti il viaggio del Papa a Lesbo, ricordiamo quando disse
    che “Questo è un viaggio triste”.
    Triste capite?
    Niente ottimismo ad ogni costo, niente edulcorazione della realtà,
    niente spot propagandistici.
    Abbiamo un Papa che chiama il dolore col suo nome anagrafico; tristezza.
    Lo fa per non farci sconti, per farci capire che quella condizione
    riguarda anche noi.
    La condizione di quei disperati (migranti o meno che siano) senza
    nulla, senza futuro, senza una casa, senza un terra che li riconosca è
    un dolore che deve pulsare nel petto di tutti.
    Per fare questo, come ricorderete, il Papa ha “arruolato” un
    formidabile staff/ufficio stampa; i bambini.
    In quell'occasione Bergoglio mostrò un disegno che fotografava, anche
    meglio del notiziari cittadini, lo status delle loro vite oggi.
    Minori senza famiglia che diventano profughi, minori accompagnati che
    chiedono asilo e tante altre sfaccettature della precarietà di quelle
    giovani esistenze sono davanti ai nostri occhi.
    Un bambino, nel suo disegno, ritrae un sole che piange.
    Un sole che piange, cosa c'è di più evocativo?
    Nell'immaginario di quel bambino ciò che, solitamente, è collegato
    alla gioia e alla spensieratezza sta piangendo.
    A noi il compito di far sorridere quel sole, di cambiare il cielo
    sopra la testa di quel bambino.
    Ne saremo in grado?
    Ne avremo la forza?
    A queste domande, come sempre, la risposta è nella fede quotidiana e
    nei gesti concreti che la estrinsecano; essere accoglienti e amare il
    prossimo.
    Fare questo è già “curare” il sole.

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