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Alex Zanotelli: da Mare Nostrum a Cimiterium Nostrum. Rompiamo il silenzio sulle guerre in Africa

Inviato da il in Categoria Missione

Il 17 luglio scorso, Alex Zanotelli prende penna a carta (in senso figurato) e decide di irrompere nel dibattito sull’emergenza migranti facendolo a modo suo.

Da una diversa prospettiva e senza fronzoli. Coi dati.

Se infatti all’interno del sistema di informazione il dibattito sembra dividersi fra paura e razzismo, in un banale “migranti sì, migranti no” lui pone un tema, una domanda diversa.

Anzi dei dati di fatto, diversi.

Lui parla di guerra.

Spiega, come vedremo, per filo e per segno da cosa scappa questa gente e come sia semplicemente assurdo ragionare del loro spostarsi senza nemmeno conoscere quale sia la situazione dalla quale fuggono.

Zanotelli pone dunque un tema diverso da migranti sì o no, il tema vero è “guerra dove”.

La mappatura della situazione disperata dell’Africa dovrebbe, questo è ciò che Zanotelli auspica, scuotere prima ancora delle coscienze le penne dei giornalisti affinché, abbandonando l’inseguimento di ansie e paure (nostre) facciano il loro mestiere e informino le persone su come e dove le vite di questi esseri umani sono in pericolo.

Per una volta, invece di spaventarci, Alex chiede loro di informarci, e nel frattempo provvede lui a farlo.

Quello che trovate qua sotto è un abstract da quel pezzo su Avvenire (il quotidiano che più di ogni altro sembra avere a cuore i destini dei migranti, a prescindere dal motivo per il quale decidono di imbarcarsi). In questo abstract Zanotelli ci illustra punto per punto, zona per zona, i luoghi della guerra e della morte in Africa e il quadro che ne esce sarebbe, già da solo, una risposta legittima al perché tutta questa gente disperata decida di mettersi in viaggio e scappare.

Ci piace riportarvi tale malla di guerra affinchè sia sempre presente nella testa di ciascuno di noi che la pace non è solo l’assenza di guerra ma anche di giustizia.

Se non sappiamo essere giusti coi nostri fratelli in difficoltà, nemmeno noi possiamo dirci in pace.

 

 

Ecco le parole di Alex Zanotelli tratte da Avvenire del 17 luglio scorso

(…)

Mi appello a voi giornalisti/e perché abbiate il coraggio di rompere l’omertà del silenzio mediatico che grava soprattutto sull’Africa. (Sono poche purtroppo le eccezioni in questo campo!).
È inaccettabile per me il silenzio sulla drammatica situazione nel Sud Sudan (il più giovane stato dell’Africa), ingarbugliato in una paurosa guerra civile che ha già causato almeno trecentomila morti e milioni di persone in fuga.
È inaccettabile il silenzio sul Sudan, retto da un regime dittatoriale in guerra contro il popolo sui monti del Kordofan, i Nuba, il popolo martire dell’Africa e contro le etnie del Darfur.
È inaccettabile il silenzio sulla Somalia in guerra civile da oltre trent’anni con milioni di rifugiati interni ed esterni.
È inaccettabile il silenzio sull’Eritrea, retta da uno dei regimi più oppressivi al mondo, con centinaia di migliaia di giovani in fuga verso l’Europa.
È inaccettabile il silenzio sul Centrafrica che continua ad essere dilaniato da una guerra civile che non sembra finire mai.
È inaccettabile il silenzio sulla grave situazione della zona saheliana dal Ciad al Mali dove i potenti gruppi jihadisti potrebbero costituirsi in un nuovo Califfato dell’Africa nera.
È inaccettabile il silenzio sulla situazione caotica in Libia dov’è in atto uno scontro di tutti contro tutti, causato da quella nostra maledetta guerra contro Gheddafi.
È inaccettabile il silenzio su quanto avviene nel cuore dell’Africa, soprattutto in Congo, da dove arrivano i nostri minerali più preziosi.
È inaccettabile il silenzio su trenta milioni di persone a rischio fame in Etiopia, Somalia, Sud Sudan, nord del Kenya e attorno al Lago Ciad, la peggior crisi alimentare degli ultimi 50 anni secondo l’Onu.
È inaccettabile il silenzio sui cambiamenti climatici in Africa che rischia a fine secolo di avere tre quarti del suo territorio non abitabile.
È inaccettabile il silenzio sulla vendita italiana di armi pesanti e leggere a questi paesi che non fanno che incrementare guerre sempre più feroci da cui sono costretti a fuggire milioni di profughi. (Lo scorso anno l’Italia ha esportato armi per un valore di 14 miliardi di euro!!)

Non conoscendo tutto questo è chiaro che il popolo italiano non può capire perché così tanta gente stia fuggendo dalle loro terre rischiando la propria vita per arrivare da noi. Questo crea la paranoia dell’«invasione», furbescamente alimentata anche da partiti xenofobi.

(…)

E così ci troviamo con un Mare Nostrum che è diventato Cimiterium Nostrum dove sono naufragati decine di migliaia di profughi e con loro sta naufragando anche l’Europa come patria dei diritti.

Davanti a tutto questo non possiamo rimane in silenzio. (I nostri nipoti non diranno forse quello che noi oggi diciamo dei nazisti?). Per questo vi prego di rompere questo silenzio- stampa sull’Africa, forzando i vostri media a parlarne. Per realizzare questo, non sarebbe possibile una lettera firmata da migliaia di voi da inviare alla Commissione di Vigilanza sulla Rai e alle grandi testate nazionali? E se fosse proprio la Federazione Nazionale Stampa Italiana (Fnsi) a fare questo gesto? Non potrebbe essere questo un’Africa Compact giornalistico, molto più utile al Continente che non i vari Trattati firmati dai governi per bloccare i migranti? Non possiamo rimanere in silenzio davanti a un‘altra Shoah che si sta svolgendo sotto i nostri occhi.
Diamoci tutti/e da fare perché si rompa questo maledetto silenzio sull’Africa.

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Ospite Venerdì, 21 Settembre 2018