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Festival Francescano 2015. La Sorella Terra protagonista a Bologna 25/26/27 settembre

Inviato da il in Categoria Missione

 

In occasione della prossima edizione del Festival Francescano che avrà come protagonista la “Sorella Terra”, abbiamo incontrato Padre Guido Ravaglia e raccolto alcuni suoi spunti/riflessioni, circa l'importanza di queste tre giornate.

 

 

Finalmente Francesco “torna” in città...

 

 

Bologna ha ospitato San Francesco diverse volte e nel cortile del palazzo del comune una lapide ricorda una predica di Francesco che aveva lo scopo di riannodare le relazione fra i cittadini della città.

Annunciava la pace, una pace che ancora oggi va perseguita con fede e ostinazione.

 

Cosa provi, da bolognese, a vedere nella “tua” piazza una tre giorni di festa, riflessione, preghiera e teologia tutta all'impronta di San Francesco?

 

Una gioia forte, che rincuora.

Piazza Maggiore per un bolognese è il luogo d'incontro dove la gente si ritrovava, si riconosceva e chiacchierava.

Noi bolognesi avevamo questo gusto per l'incontro e il confronto con l'altro.

L'iniziativa del festival francescano mi da la possibilità d'incontrare (da francescano) cittadini e turisti e viceversa a tutti costoro di aprire il loro cuore al messaggio del Santo di Assisi.

In questa occasione, come si vedrà dal programma (ne alleghiamo il link al termine dell'intervista) il tema di fondo sarà quello che spinge a riconoscere la terra come madre e sorella.

Il rispetto del luogo che Dio ha voluto fosse la nostra casa altro non è che un rispetto che portiamo a Lui stesso e al nostro prossimo.

Le varie espressioni del mondo francescano cercheranno di far in modo che siano giorno di confronto e dibattito.

 

Altri temi che supponi possano emergere data la stringente attualità?

 

 

Il tema dei migranti per esempio. Non ci può essere amore per la Terra se non c'è amore per chi vive sopra la Terra.

Papa Francesco, nell'enciclica Laudato Sii, richiama la relazione tra il rispetto della Terra e il rispetto dell'altro.

Il nostro pianeta oggi è in una condizione di povertà, questa condizione si collega coi tanti che sono costretti (per motivi di povertà o guerre) a lasciare le loro case e avventurarsi verso l'ignoto.

 

 

Le cause di questa situazione?

 

Quello che vediamo è stato provocato dal modello di sviluppo che noi abbiamo cavalcato, se noi che viviamo nel nord del mondo non avessimo razziato il sud di esso o avessimo riconosciuto le materie prima nel loro giusto valore, questa gente non si riverserebbe in massa verso di noi.

Loro cercano quello che noi, in qualche modo, abbiamo impedito che avessero.

Così la Terra piange perché noi abbiamo provocato delle grosse ferite, e la Terra si sta ribellando, anche attraverso i suoi figli.

 

 

 

Un altro tema che, scorrendo le questioni dell'attualità, potrebbe meritare attenzione?

 

La Natura, intesa come ordine divino è collegata alla Terra.

Vogliamo, talvolta a chiacchiere, che si rispetti la natura salvo poi non applicare tale rispetto a noi quando viene a interferire con la nostra visione delle cose o coi nostri comportamenti.

Non siamo interessati a custodire il modello originario e naturale della famiglia e lo stiamo forzando. Su questo tradimento dell'ordine naturale si potrebbe riflettere.

 

 

Padre Guido, il cattolicesimo è a rischio?

 

I bambini non li fanno i cattolici italiani, ma il cattolicesimo non è a rischio, il resto del mondo cattolico continua a fare figli. Siamo curiosi noi occidentali, siamo preoccupati perché vengono meno le nostre razze e abitudini ma non crediamo le condizioni perché ci siano nuove generazioni.

Abbiamo paura che accada una cosa ma non siamo capaci di orientare il vivere sociale nella direzione che porterebbe a superare le condizioni che ci fanno paura.

 

L'urgenza di una nuova politica di rispetto verso il nostro pianeta secondo te è un concetto che è passato chiaramente o ancora non è abbastanza lampante?

 

Soltanto alcuni hanno capito che la Terra è messa male, il problema da affrontare è immane ma lo sentono in pochi. Proprio per questo bisogna mettersi all'opera.

L'eccessivo consumismo ci porta a consumare energie per avere cose che comportano inquinamento e sfruttamento delle persone.

La Terra non ha materie prime infinite, il fatto che non ci preoccupiamo di fare spazio alle nuove generazioni si collega al fatto che non ci preoccupiamo di quale terra consegneremo alle medesime nuove generazioni.

 

Ecco dunque il messaggio di questo festival, magari anche confidando in nuove vocazioni

 

 

Riscoprire la Terra e il creato come un dono può aiutarci a riscoprire l'altro o la creatura più piccola insignificante come creatura voluta e amata del creatore. Questo può essere un passaggio che apre al mistero di Dio che ha creato che continua ad amare a sostenere la creazione e quindi è utile alle vocazioni. Riconoscersi parte del creato con la responsabilità di custodirlo è parte integrante del vivere cristiano e della chiamata.

di custodirlo è parte integrante del vivere cristiano e della chiamata.

 

http://www.festivalfrancescano.it/programma-3/

 

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