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Madre Teresa e il "sale" della Misericordia

Inviato da il in Categoria Missione

"Non esiste alternativa alla carità", ha detto Papa Francesco in occasione della cerimonia di canonizzazione di Madre Teresa, sul sagrato della Basilica vaticana, davanti a oltre 120mila persone, tra cui 13 capi di stato e di governo. E ancora Bergoglio ha sottolineato: "Quanti si pongono al servizio dei fratelli, benché non lo sappiano, sono coloro che amano Dio". Madre Teresa "si è chinata sulle persone sfinite, lasciate morire ai margini delle strade, riconoscendo la dignità che Dio aveva loro dato; ha fatto sentire la sua voce ai potenti della Terra, perché riconoscessero le loro colpe dinanzi ai crimini della povertà creata da loro stessi. La misericordia è stata per lei il 'sale' che dava sapore a ogni sua opera, e la 'luce' che rischiarava le tenebre di quanti non avevano più neppure lacrime per piangere la loro povertà e la loro sofferenza".

 

Crediamo siano queste le considerazioni chiave da riportare nel segnalare questo evento.

Di Madre Teresa sappiamo tutto, le notizie su di lei non mancano, ecco perché se vogliamo dare comunque un cenno biografico su di lei, lo faremo seguendo questa traccia contenuta nel libro di Malcolm Muggeridge (il giornalista che ha "scoperto l'opera della madre"):"... le persone interamente consacrate come Madre Teresa non hanno biografie. Biograficamente parlando, a loro non accade nulla. Vivere per gli altri, come fanno lei e le sue Suore Missionarie della Carità, vuol dire escludere tutte le circostanze in cui entrano l'io e la propria volontà. "Non sono più io che vivo, ma è Cristo che vive in me" (san Paolo), è una delle sue frasi preferite. Le feci, una volta, poche sconnesse domande sulla sua vita, sulla sua fanciullezza, sui suoi genitori, sulla sua casa e su quando lei decise di farsi suora. Mi rispose con uno dei suoi caratteristici sorrisi canzonatori e affascinanti nello stesso tempo, uno di quei mezzi sorrisi che lei sola sa abbozzare quando si discute di qualcosa di particolarmente umano, un sorriso suo proprio, pervaso dalla sua incorreggibile umanità. Mi disse che la sua era una casa eccezionalmente felice e che quando, ancora studentessa, percepì la vocazione, lasciare quanta famiglia ricca di affetti e straordinariamente felice e distaccarsene fu l'unica cosa veramente difficile che dovette affrontare. Naturalmente anche questo ostacolo fu superato, e per sempre. Fu così che lei si offrì a Cristo e, attraverso Cristo, al suo prossimo. È questa fu la fine della sua biografia e l'inizio della sua vita. Rinnegando se stessa, ritrovò se stessa, in virtù di quell'unica trasformazione cristiana, manifestata nella crocifissione e nella risurrezione, per cui noi moriamo per continuare a vivere".

 

Se poi vogliamo che sia Madre Teresa stessa a parlarci e lasciare una sua traccia nel nostro blog, eccovi una chiave di lettura nuova, particolare, ragionando attorno ad alcune risposte contenute in una intervista che ci è stata segnalata con intuito e attenzione da Enni, un'amica albanese che ha avuto il “privilegio” di incontrarla alcune volte. Da queste risposte, sprigionano i motivi della canonizzazione odierna e la luce forte che questa donna è stata in grado di emanare nel suo transito terreno. Quelli che seguono sono stralci di una delle prime visite di Madre Teresa a Milano in occasione della prima veglia missionaria (ottobre 1973, rivista Pime).

 

D. Madre Teresa, che cosa pensa delle cattive notizie che vediamo ogni giorno sui giornali e alla TV: la speranza, la gioia di cui lei parla come possono stare assieme con parole di guerra e di disperazione?

 

R. "La sofferenza per ciò che avviene nel mondo è dovuta a quanto noi possiamo produrre, dopo che siamo stati lasciati a noi stessi. Molta gente ha cercato di dimostrare che Dio non c'è e Dio sta dimostrando che Egli c'è. La guerra e la disperazione sono quanto noi produciamo quando siamo lasciati a noi stessi.

 

D. Madre Teresa, quale gioia provate in mezzo alla povertà, alla miseria, dove uno si sente istintivamente triste?

 

R. "La gioia del Signore è la nostra forza" sta scritto nella Bibbia... Per portare la gioia nel mondo è necessario avere la gioia nella famiglia, perché la pace e la guerra incominciano a casa propria; se realmente vogliamo la pace nel mondo amiamoci prima l'un l'altro nella famiglia, e così avremo la gioia di Cristo, nostra forza, fino alla fine della vita.

Spesso è difficile per il marito sorridere alla moglie e la moglie al marito, alla fine di una giornata, quando sono stanchi. Una volta mi fu chiesto se ero sposata, risposi di sì e aggiunsi che mi era difficile talvolta sorridere a Cristo. Noi abbiamo un meraviglioso dono da donare a Dio: offrire nel sorriso i propri cuori al servizio degli altri, nelle proprie famiglie e in quelle dei vicini".

 

D. In che senso i poveri sono speranza?

 

R. "Se oggi noi compiamo il nostro lavoro d'amore verso di loro, i poveri saranno per noi la via verso Dio. In questo senso sono speranza: attraverso loro noi andremo in Cielo".

 

D. Madre Teresa da dove può iniziare un cambiamento radicale della società?

 

R. "Il cambiamento deve venire dalle famiglie, dalla propria casa. Da questa casa e da questa famiglia noi avremo buoni preti e buone religiose. La famiglia che prega sta insieme".

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Ospite Mercoledì, 25 Aprile 2018