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Trento-Loreto; diario di un pellegrinaggio. Parte 5.

Inviato da il in Categoria Missione

 

Sabato 12, 6° giorno. CEREA – TRECENTA (km 32.5). Guida Remo

 

Ore 5,10. Lasciamo in silenzio l’ultimo piano dell’oratorio scendendo, come da istruzioni, per la scala esterna antincendio. Chiusi nel corridoio afoso ed infestato dalle zanzare, è stata un’altra notte difficile per Daniel e Remo, mentre io che, come sempre, avevo scelto un’altra aula per evitare di disturbarli col mio russare (quando russo, russo forte!), avevo dormito beatamente in un angolo con tutte le finestre spalancate per rinfrescare l’aria.

 

Superato a destra il bivio davanti chiesa della Madonna della Salute, iniziamo a recitare il rosario.

Ore 5.50. Km 3. Cherubine. Siamo ancora in zona riflessione, quando, passando davanti ad un “Pane e latte” dal profumo inconfondibile di pane fresco, memore della crisi di fame mattutina di Remo, interrompo la marcia e mi infilo nel negozio chiedendo umilmente del pane, seguito prontamente dai miei compagni. Nadia, la giovane commessa, non ci pensa su due volte, e al pane aggiunge anche gli affettati, una bottiglietta di tè freddo per ciascuno e tre grosse arance! Commento di Daniel: “E’ stata veramente un angelo! Devo ricredermi: pensavo che le ragazze belle non potessero essere anche generose!”.

 

Ore 6.30. Km 5. Poco dopo Aselogna, ci fermiamo ad un incrocio per recitare le Lodi e, seduti su un muretto, consumare il pasto che anche oggi la Provvidenza ci ha, con grazia, messo in mano.

Ore 07.00. Cambio di guardia. Remo è giudicato avere un passo troppo veloce oggi, per cui Daniel prende lui la testa del gruppo, guidandoci fino al bivio Legnago – Castelmassa, per poi prendere a destra, lungo i lunghi rettilinei in aperta campagna fino a Torretta.

 

Ore 09.00. Km 14.5. Torretta, sul Canal Bianco, primo centro in provincia di Rovigo. La chiesa è aperta e addobbata, pronto per un matrimonio. Seduto sui grandini esterni, Remo si mette a mangiare la sua porzione di colazione che aveva conservato finora, poi ci raggiunge presso un traliccio ormai imbandierato con tutti i nostri vestiti – incluso il saio – posti all’aria per asciugarne il sudore…e si recupera il sonno che la calda notte ci aveva rubato!

 

Ore 10. Decidiamo di lasciare la strada asfaltata e di seguire la stradina bianca sull’argine sinistro del Canal Bianco, che dai tempi del fascismo incanala le acque del fiume Tartaro. L’assenza assoluta di traffico ci permette di camminare appaiati e di aprirci allo scambio di vedute ed al dialogo.

Poco dopo, presso una chiusa del canale, incontriamo alcuni giovani, dalle sembianze europei dell’est, intenti a pescare degli enormi pesci-gatto che, una volta presi all’amo e fatti accostare a riva, vengono agganciati per le branchie ed issati sul prato con uno speciale falcetto dal lungo manico. Una mia ricerca su internet ha poi rivelato che si tratta del “Siluro d’Europa”. Immesso nelle acque del Po e dell’Adige ormai da cinquant’anni, sta impoverendo i nostri fiumi perché si nutre di altri pesci autoctoni.

 

Ore 13. Km 27.5. Dopo una breve pausa seduti sulla strada per ricuperare le forze nel caldo torrido ed afoso delle ore meridiane, sempre seguendo il canale giungiamo finalmente a Zelo, paesino del Polesine. Dopo una breve pausa di preghiera in chiesa, ci accampiamo direttamente sul sagrato, di fronte al campanile. Siamo assetati, perciò mi metto subito in cerca di acqua. Il sole la fa da padrone nelle strade assolate del paesino. Mai come oggi capisco l’appellativo di “solleone”. Non c’è anima viva se non al bar, dove una commessa cinese stenta a capire che le chiedo solo acqua dal rubinetto!

 

Ore 14.15. Dopo essere rimasti distesi sui nostri stuoini per un ora buona, prendiamo il coraggio a due mani e, rimessici in piedi, attraversato il Canal Bianco su uno storico ponte, piegando a sinistra ci mettiamo a costeggiarlo verso est sulla sua sponda destra. Sono solo 5 chilometri per Trecenta, ma sono i più duri: caldo, fame, stanchezza e la monotonia di un lungo rettifilo che sembra non finire mai si assommano nel mettere a dura prova la nostra determinazione, solo in parte addolcita da delle ottime pesche succose raccolte sotto gli alberi ormai pronti per il raccolto.

 

Ore 15.30. Km 32.5. Trecenta! Giunti davanti alla chiesa, ci distendiamo subito ai piedi di un grande cedro nel piccolo parco che sostituisce il sagrato, e di lì a poco mi reco in oratorio e poi in canonica a chiedere ospitalità per la notte. Il parroco – mi dicono – è ancora don Ferdinando, e subito mi viene in mente il prete che 14 anni fa, sulla strada di un pellegrinaggio ben più lungo (Rovereto - Roma) mi aveva negato l’ospitalità facendomi proseguire per altri 5 chilometri fino a Bagnolo.

 

Pronto al peggio, busso alla porta della canonica e…sorpresa! Lo stesso prete, forse reso più saggio ed ospitale dall’età, mi accoglie con grande naturalezza e cordialità, offrendoci addirittura di dormire nelle camere della canonica e mettendosi subito a servirci facendoci sedere a tavola (sono le 16.30!) ed offrendoci tutto quello che gli è rimasto in frigo! Che lezione per me, così pronto come sono a giudicare le persone come se fossero dei numeri matematici inalterabili!

 

Ore 18.30. Il parroco mi fa celebrare la Messa della vigilia, rimanendo lui stesso in chiesa fra i fedeli assieme a Daniel e Remo. Guarda caso, il vangelo è quello della parabola del Buon Samaritano, che si presta, in chiusura di Messa, ad un confronto con la incondizionata e generosa accoglienza avuta in parrocchia. “Avrei potuto essere un falso frate” – osservo rivolto a don Ferdinando lì presente! Era stata giustamente la sua diffidenza circa la mia identità di frate che tanti anni prima lo aveva spinto a rifiutarmi l’accoglienza, ma di me lui sembra non avere più ricordo, ed io mi guardo bene dal richiamarglielo alla memoria!

Alle ore 20 il parroco ci porta in oratorio a condividere con i parrocchiani la cena finale del grest (braciole a volontà!) che termina proprio stasera.

Ritornati in canonica, su soffici materassi dormiamo il sonno dei giusti, e ‘sta volta dormiamo sodo fino al mattino, nonostante il temporale della notte!

 

 

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Ospite Mercoledì, 18 Luglio 2018