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Una piccola/grande preghiera. Alexander Zacepa, soldato russo scopre Dio.

Inviato da il in Categoria Missione

Questa preghiera è stata trovata nel taschino della giubba di Alexander Zacepa, soldato russo morto durante la seconda guerra mondiale, che l’aveva composta immediatamente prima della battaglia in cui avrebbe trovato la morte: apparve per la prima volta su una rivista clandestina nell’ottobre del 1972 e giunse per queste vie in occidente.

Condividiamo questo testo coi nostri lettori perché è una formidabile fotografia del modo col quale il Signore viene a prendersi tutti i suoi figli, durante la "prova", nel bel mezzo del cratere che il dolore provoca nelle nostre esistenze.  

Ed è proprio quando la paura bussa alla nostra porta, quando la morte forza le nostre serrature, che Dio spalanca la finestra, 

e con essa il nostro cuore.

E ci reclama come suoi.

Se esiste una morte è quella della morte stessa, che arriverà nelle nostre case, senza trovarci più.

 

 

«Ascolta o Dio!

Non una volta nella mia vita ho parlato con te,

ma oggi mi vien voglia di farti festa.

Sai fin da piccolo mi hanno sempre detto che non esisti…

io stupido ci ho creduto.

Non ho mai contemplato le tue opere,

ma questa notte ho guardato dal cratere di una granata

al cielo di stelle sopra di me

e affascinato da loro scintillare,

ad un tratto ho capito

come possa essere terribile l’inganno…

Non so, o Dio, se mi darai la tua mano,

ma io dico che Tu mi capirai…

non è strano in mezzo a uno spaventoso inferno

mi è apparsa la luce e io abbia scorto Te?

Oltre a questo non ho nulla da dirti.

Sono felice solo perché Ti ho conosciuto.

A mezzanotte dobbiamo attaccare ma non ho paura,

Tu guardi a noi.

È il segnale? Me ne devo andare.

Si stava bene con te.

Voglio ancora dirti, e Tu lo sai,

che la battaglia sarà dura:

può darsi che questa notte stessa

vengo a bussare da Te.

E anche se finora non sono stato Tuo amico,

quando verrò, mi permetterai di entrare?

Ma che succede, piango?

Mio Dio, Tu vedi quello che mi è capitato.

Soltanto ora ho cominciato a vedere chiaro.

Salve, mio Dio, vado… difficilmente tornerò.

Che strano, ora la morte non mi fa paura».

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Ospite Venerdì, 14 Dicembre 2018