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Post sul blog taggati in Natale

Inviato da il in Categoria Missione

Natale 2011, solo un anno fa. Abbiamo ricevuto lettere "natalizie" da
Padre Gianni e da Padre Adolfo. Ci siamo accorti che, sotto traccia,
in queste missive ritroviamo tutta la grandezza (e le asperità) della
sfida missionaria.
La fatica, la ricompensa, il senso del Natale. Lasciamo che siano le
loro stesse parole (in alcuni abstract)



Padre Gianni, da un Natale lontano.

"Sto facendo il giro nelle provincie della Papua Nuova Guinea sulle
Highlands, poi giù a Lae, città industriale, ed ora a Rabaul (...)
Sono ai piedi del vulcano che qualche anno fa ha distrutto la città,
città ora ricostruita in nuovo loco, a qualche chilometro dal
vulcano..."

Le insidie, le asperità

"Come sempre muoversi qua è un travaglio: camion, nave, pulmino, ogni
giorno un posto diverso, clima diverso, cibo totalmente diverso.
Salire sui monti delle Highlands mi fa ricordare il clima italiano di
inizio primavera, soleggiato, ma ancora freddo, specialmente la notte.
Il terreno e il clima fanno crescere tantissime verdure come da noi in
Italia, cose che ci sogniamo ad Aitape. Le strade per arrivare su sono
abbastanza buone anche se imprevedibili per i continui smottamenti.
Succedono tantissimi incidenti su quella strada e la sera è molto
pericolosa per via dei briganti..."

La "ricompensa"

"Ma la gente è molto laboriosa e generosa, grazie anche al clima. Ogni
volta che visitavo una famiglia dei giovani candidati sentivo una
gioia immensa in tutti. I familiari erano sempre tutti radunati e
pieni di domande sul futuro del loro figlio. Tante lacrime, e un
grande onore per loro avermi nelle loro capanne. Mi venivano in mente
sempre i miei inizi, e i miei genitori; speriamo che questi giovani
rispondano sempre con generosità alla loro chiamata..."


Ricordo e riscoperta del senso del Natale

"Quando ero piccolo e costruivo il presepio mettevo dentro di tutto,
specialmente animali che non c’erano in Palestina, poi le casette, le
lucine, la donnina con la brocca, il falegname, l’arrotino, il
calzolaio e infine la grotta con la Santa Famiglia, Gesù, Giuseppe,
Maria, l’asino e il bue; mi veniva la pelle d’oca al buio davanti al
presepe. Non avevo mai pensato all’albergo, di raffigurarlo nel
presepe. Mi piaceva che Gesù nascesse nella grotta, tra il muschio e
le pecore, e il calore dell’alito degli animali. Se lo dovessi rifare
oggi il presepe, quell’albergo lo metterei, ma vuoto, senza luci. Non
è forse così il nostro cuore davanti a Dio che si fa carne?".


A conferma della riflessione, lo spunto di Padre Adolfo


"Ci sono molti che pensano di incantare la gente a forza di parole
esteticamente ben connesse, capaci di criticare tutto e tutti ma
incapaci di un minimo sforzo personale che non sia violenza o giudizio
di condanna.

Cerchiamo il Dio nascosto a tentoni, per via negativa, eliminando
tutto ciò che per noi non è Dio, con un'analisi pignola (anche se a
volte con criteri privi di fondamento verificato) che ha solo una
pecca: non la applichiamo mai a noi stessi, al modo nostro di vivere e
gestire le risorse. In ascolto (forzato) di tanto rumore, forse il
bambino di Betlemme ha ancora qualcosa da dirci: il silenzio di Dio.
Un silenzio che è giudizio senza puntare il dito, è una strada
indicata senza che sia obbligata, una Parola che dà vita senza
ricorrere alle strategie linguistiche dei sofisti.

E il Verbo si fece carne...

La Parola si fa concretezza: il Dio che molte volte e in tanti modi
aveva parlato agli uomini, adesso smette di parlare e fa di tutta la
sua vita una parola. Una parola che è vita e non rumore, schiamazzi,
frasi più o meno maldestramente articolate per cercare seguiti...
Denunce gratuite anche a chi fa del bene... Natale è il momento del
silenzio: Dio ci invita al silenzio delle parole perché la vita parli.

Basta con il rumore delle parole, Natale è l'esplosione delle scelte
di vita: Dio sceglie di stare in mezzo a noi, Maria sceglie di dire sì
alla proposta dell'Angelo, Giuseppe sceglie di prendere Maria in casa
sua... Poche parole, quasi nessuna... E noi: qual è la nostra
scelta?".