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21/05/2018

Il turismo d’elite uccide i Maasai del Serengeti

Si aggravano in modo preoccupante le condizioni di vita delle popolazioni Maasai che abitano le pianure sconfinate del Serengeti, uno dei parchi naturalistici più spettacolari del continente, vittime di politiche conservazioniste del governo, attuate a suon di sfratti forzati, dietro le quali si celano interessi stranieri nel business del turismo di lusso. La natura del Parco Nazionale del Serengeti, nel nord della Tanzania, attrae ogni anno turisti da tutto il mondo. A fare le spese delle politiche di conservazione del paese africano sono le popolazioni semi-nomadi Maasai, almeno secondo il recente rapporto pubblicato dal centro studi californiano The Oakland Institute. In “Losing the Serengeti: the Maasai land that was to run forever” (Perdere il Serengeti: la terra dei Maasai che doveva correre per sempre) il centro studi denuncia l’impatto che hanno avuto, e che hanno ancora oggi, le leggi sulla conservazione e il turismo sulle popolazioni che abitano le terre del nord della Tanzania. Attraverso missioni sul campo, interviste e analisi, i ricercatori fanno emergere un quadro preoccupante, per il peggioramento delle condizioni di vita dei Maasai nell’area.

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