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22/10/2019

Beirut, la resistenza. Il popolo unito contro la fame

Prosegue la protesta in Libano. A scendere per le strade sono giovani, anziani, addirittura bambini. Un popolo unito e a-partitico. Spinto da una crisi economica che sta mettendo in ginocchio il Paese. Il Patriarca maronita Béchara Raï invita il governo a dichiarare lo stato di emergenza economico e a trovare soluzioni per impedire il collasso dello Stato. Chi pensava che il palloncino si sarebbe sgonfiato in poche ore si è sbagliato. Il premier Hariri ha chiesto 72 ore ai partiti per poter ripartire con più lena, o forse solo per guadagnar tempo: oggi la polizia è schierata più giudiziosamente. Anche se i provocatori sono non pochi, li si riconosce pronti a menar le mani e spaccar vetrine per togliere legittimità e credibilità alla protesta che la massima parte degli intervenuti vuole civile. Nasrallah, il leader degli Hezbollah, fa la ramanzina via televisione a coloro che vogliono far cadere il governo, mentre in genere tutti i partiti istituzionalizzati paiono inermi di fronte a chi li contesta con la forza dell’ingenuità.

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