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28/08/2019

Rodi: "Ero straniero e mi avete accolto"

Il 20 aprile 2015 è una data memorabile per gli abitanti dell'Isola di Rodi. Quel giorno in molti hanno visto un'imbarcazione urtare la scogliera nei pressi della spiaggia di Zefiros: 93 i profughi a bordo,tutti soccorsi dalla popolazione locale. Da allora anche i francescani continuano incessantemente ad assisterli.

A partire da quell'avvenimento diverse sono state le imbarcazioni che hanno fatto lo stesso percorso e tuttora gli sbarchi, seppur sporadici, continuano. Provenienti da Siria, Iraq, Afganistan e altri paesi della stessa martoriata area geografica, scappano da guerre, persecuzioni e violenze, cercando di guadagnarsi la libertà attraverso la fuga.

Assieme ad altri aiuti internazionali e all'interessamento dei locali, anche la Chiesa Cattolica da un aiuto a questa realtà. Sin dall'inizio, Fr. John Luke Gregory, Parroco francescano di Rodi, inizia la raccolta alimentare e i benefattori non mancano: pasta, latte, riso, sughi, lenticchie o altri cereali, ma anche shampoo, sapone, dentifricio.Fr. Gregory inizia anche una campagna di raccolta fondi inviando cartoline di Natale a diversi amici che aumentano ogni anno e da queste diverse attività iniziano ad arrivare molte donazioni ed offerte che vengono utilizzate esclusivamente per i poveri che chiedono assistenza alla parrocchia e per i rifugiati.

"La verità" dice Fr. John Luke "è che cibo e beni non sono importanti. L’unica cosa che possiamo fare di concreto è regalargli qualche attimo di gioia e serenità. Anche il fatto che io parli arabo li fa sentire in un ambiente meno ostile. È così che cerco di dareil mio contributo”.Proprio il parroco, supportato da diversi volontari, visita spesso il centro parlando con le persone per capirne le esperienze e la provenienza. Di solito sono racconti molto forti, oltre che molto personali: giovani che sentono di non avere più futuro, uomini che hanno lasciato le loro famiglie nella speranza di un avvenire migliore, ma sono tutti profondamente grati di essere ancora in vita nonostante tutto. “Padre Luke è un uomo buono" dice Omar, iracheno"quando lo vediamo siamo sempre sicuri di avere un attimo di pace; è per questo che è sempre benvenuto e ben voluto da tutti”.

La pastorale della parrocchia di Rodi non è indirizzata solo ai migranti ma anche ai poveri e alle prostitute dell’Isola. "Alcuni ogni tanto partecipano alla Santa Messa" racconta Fr. Gregory "anche se non capiscono esattamente la forma e i gesti,quando entrano in Chiesa, per educazione mi salutano,anche se sono nel bel mezzo della Celebrazione Eucaristica. A lungo andare sentono il bisogno di avere un contatto con qualcosa di più grande e noi cerchiamo di offrirgli delle occasioni di incontro".
Un altro incontro settimanale è quello che avviene durante la distribuzione dei beni che i turisti e i parrocchiani offrono. Nel weekend i volontari preparano tra 290 e 320 sacchetti pieni di cibo, a cui viene aggiunto del pane fresco. Il martedì mattina è pronto per essere distribuito a chiunque venga a bussare alla porta del convento dalle 9 del mattino, ora in cui viene fatta una benedizione e una preghiera corale di ringraziamento a Dio.

Per tutti i volontari l'impegno non è solo materiale. Da qualche anno, presso la parrocchia San Francesco, è stata allestita un'aula per l'insegnamento gratuito della lingua greca e molti sono gli stranieri che decidono di frequentare questi corsi invernali per poi essere in grado di trovare lavoro con le proprie forze. L'obiettivo della pastorale è questo: fare in modo che tutti abbiano un futuro, continuino ad avere speranza e soprattuttoche possano avere un presente pulito e dignitoso. I volontari, sotto la guida di Fr. John Luke, sono a disposizione ogni giorno per questo, profondamente felici di fare del bene.

 

Fonte:www.custodia.org