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12/03/2020

Coronavirus: Lettera del Ministro generale

A TUTTI I FRATELLI DELL’ORDINE

Il Signore vi dia pace!

Nel corso di questi ultimi tre mesi o poco più dalla scoperta del nuovo Coronavirus, abbiamo assistito alla sua progressiva diffusione da una specifica regione della Cina a più di 115 paesi. Praticamente l’intera comunità umana si trova impegnata in un’importante battaglia per cercare di contenere una maggiore diffusione, per prendersi cura di quanti sono stati colpiti (più di 126.000 casi), e per piangere le persone care che sono morte (più di 4.500). La ricaduta economica per le nazioni, per le persone e in modo speciale i poveri, sarà senza dubbio disastrosa.

Nei primi stadi di questa pandemia, forse ci consideravamo protetti, immuni, distanti e forse anche un po’ indifferenti nei confronti del virus e del suo impatto. Tuttavia, poiché il virus sta continuando a diffondersi in modo inesorabile, ci troviamo all’epicentro di una crisi. Ci sono molti aspetti scientifici del virus che non sono stati ancora pienamente compresi. Esso non rispetta né limiti né confini: fisici, sociali, psicologici, religiosi o culturali. La sua capacità strategica di passare da un portatore ad un altro lo rende particolarmente aggressivo. Le risposte ideate e messe in atto dai vari governi per fermarne la diffusione richiedono da parte di molti di noi una tale restrizione dell’esercizio della nostra libertà personale mai sperimentata prima d’ora. Tuttavia, queste misure sono necessarie per prevenire un ulteriore avanzamento del virus. Una preghiera speciale va a coloro che stanno servendo in prima linea, al personale medico, a quanti sono impegnati nella ricerca per trovare un vaccino, e ai governi che si stanno sforzando per trovare risposte efficaci a garantire la sicurezza e la salute del loro popolo.

Vi scrivo in questo momento con l’intento di cercare di aiutarvi a lenire le paure e le ansie. Per quanti di noi stanno vivendo in paesi fortemente colpiti dal virus, desidero incoraggiarvi a rimanere forti nella fede. Per coloro che vivono in paesi con un numero di contagi minore, restate sempre vigili in tutto. In questo particolare tempo liturgico di Quaresima, i fedeli cristiani sono invitati ad accompagnare Gesù, facendo memoria delle grandi sfide e dei momenti di crisi da lui affrontati, facendo memoria anche della sua morte sulla croce, come sacrificio di puro amore. Ma né la sofferenza né la morte hanno avuto l’ultima parola sulla sua vita, così non l’avranno nemmeno sulla nostra. La speranza che ci viene dalla resurrezione e dai gesti di giustizia, misericordia e amore di tutti i giorni, dovrebbe motivarci a guardare oltre ogni paura o ansia e percepire la presenza di Gesù che continua a pronunciare per noi le stesse parole che disse ai suoi amati amici e discepoli: “Non abbiate paura! Io sono con voi fino alla fine dei tempi!”.

Nel mezzo di questa epidemia globale, non perdiamo di vista i molti milioni di persone nel mondo che stanno soffrendo per altre crisi. I nostri cuori sono rivolti in modo del tutto particolare alle popolazioni della Siria, della Repubblica Democratica del Congo, Venezuela, Mindanao, le Repubbliche del Sudan e del Sud Sudan, Palestina, Libano e ai fratelli e sorelle che vivono in altre parti del mondo dove la dignità umana, i diritti fondamentali e la sopravvivenza fisica minima sono minacciati. Cogliamo l’invito ad andare oltre ogni divisione o paura, per cercare nuovi cammini di dialogo autentico, di cooperazione e promozione del benessere di tutta l’umanità, in modo particolare dei poveri ed emarginati. Inoltre, approfondiamo il nostro impegno ad amare e prenderci cura dell’ambiente, la nostra casa comune.

Il Signore benedica ciascuno di voi, e lasciamo che la forza delle nostre certezze, il nostro impegno per un modo di vita evangelica ispirato da S. Francesco ci permettano di essere fedeli testimoni della potenza dell’amore e della speranza che la nostra fede offre a noi e a tutto ciò che esiste.

Roma, 12 marzo 2020

Fraternamente vostro in Cristo e S. Francesco,

Fr. Michael A. Perry, OFM
Ministro Generale e Servo