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09/04/2018

Siria. Massacro con il gas, Usa e Francia: risposta comune

Almeno 50 le vittime. Trump e Macron accusano il regime di Assad «responsabile delle continue violazioni dei diritti umani». Stati Uniti e Francia hanno promesso di impegnarsi "in una risposta forte e comune" dopo l'attacco chimico avvenuto a Duma, nella regione siriana della Ghouta orientale. Lo ha annunciato la Casa Bianca a seguito di una telefonata tra il presidente americano Donald Trump e l'omologo francese Emmanuel Macron. Entrambi hanno "vivamente condannato l'orribile attacco" e hanno ritenuto che il presidente siriano Bachar al Assad debba essere "considerato responsabile delle continue violazioni dei diritti umani". I due leader hanno "concordato di scambiarsi informazioni sulla natura degli attacchi e di coordinare una forte risposta comune".

La tv di Stato siriana oggi ha annunciato che un presunto attacco missilistico Usa contro un'importante base area nella zona centrale del Paese mediorientale ha provocato vittime, ma gli Stati Uniti hanno negato ogni responsabilità.La tv ha parlato di esplosioni nella base T-4 vicino a Homs, che è anche il quartier generale delle milizie sostenute dall'Iran e ospita reparti russi.Una fonte militare siriana citata dalla tv ha detto che la contraerea ha abbattuto otto missili.Secondo l'Osservatorio siriano per i diritti umani, almeno 14 persone sarebbero morte nell'attacco, tra cui combattenti di varie nazionalità.Reuters non ha potuto verificare la notizia in modo indipendente.Il ministero della Difesa Usa ha detto di non aver condotto attacchi aerei in Siria "in questo momento", smentendo formalmente la tv siriana.Ieri il presidente Usa Donald Trump aveva detto che ci sarebbe stato "un grosso conto da pagare" dopo la notizia che diverse decine di civili siriani sono rimasti uccisi da un attacco con il gas in una cittadina controllata dai ribelli e sotto assedio da parte delle forze governative siriane.Alla richiesta di informazioni sulle esplosioni, una portavoce israeliana non ha invece voluto commentare.Israele ha già colpito basi siriane diverse volte nel corso del conflitto. Una fonte d'intelligence della regione ha detto a Reuters di non escludere che sia stato Israele a colpire la base aerea.(Nayera Abdallah e Suleiman Al-Khalidi)

Con una miscela di gas e armiconvenzionali usati contro intere famiglie ammassate inscantinati di edifici semi distrutti a est di Damasco si èconsumato quel che forse è l'ultimo atto della barbarie contro icivili dell'ultimo angolo della Ghuta, l'area in mano amiliziani anti-governativi e per questo da sei anni assediatadalle truppe lealiste sostenute da Iran e Russia. I raid a Duma,secondo diverse fonti, avrebbero causato almeno 100 morti eforse mille feriti. Gli attacchi attribuiti al governo hanno scatenato durereazioni internazionali, in primis dagli Stati Uniti che nonescludono una risposta armata contro il governo siriano delpresidente Bashar al Assad. Anche l'Unione Europea e,soprattutto, Papa Francesco hanno espresso forti condanne perl'utilizzo di armi non convenzionali contro civili. Dal canto suo il governo siriano smentisce l'uso di gastossici e la Russia respinge al mittente le accuse di esserecoinvolta nei bombardamenti. Damasco afferma che la rispostamilitare contro i miliziani di Duma è avvenuta dopo che questihanno sparato diversi mortai e razzi contro quartieriresidenziali di Damasco uccidendo quattro civili nelle ultime 48ore. Secondo fonti mediche concordanti a Duma sono decine (siparla di 70 uccisi ma altre fonti riferiscono di 150) i civili ecirca uccisi e circa mille i feriti nelle ultime 24 ore in duedistinti attacchi con gas tossici attribuiti all'aviazionegovernativa e lanciati sulla cittadina di Duma, ultimaroccaforte dei miliziani di Jaysh al Islam, sostenuti a lungodall'Arabia Saudita ma da settimane lasciati a se stessi anegoziare la resa. Questa è arrivata oggi, secondo i media governativi siriani,dopo che i negoziati tra Russia e Jaysh al Islam si eranointerrotti nei giorni scorsi. Gli attacchi con armi chimichesembrano così aver sortito uno degli effetti forse desiderati daDamasco: spingere i miliziani ad accettare i terminidell'accordo per lasciare Duma. Secondo l'intesa annunciata oggi mentre si soccorrevanoancora i feriti degli attacchi delle ultime ore, i combattentidi Jaysh al Islam saranno deportati nel nord della Siria, inun'area affidata alla tutela turca secondo gli accordi traRussia, Iran e Turchia raggiunti l'anno scorso. Assieme a loroandranno alcune migliaia di civili, tra cui loro familiari. Le altre decine di migliaia di civili presenti a Duma - circa100mila in tutto secondo fonti Onu - saranno invece deportati incampi di sfollati nella zona di Damasco, assieme ai civili dellealtre zone della Ghuta che si sono arrese una dopo l'altra dal23 marzo scorso. Secondo gli ultimi medici presenti a Duma, gli attacchichimici sono avvenuti ieri pomeriggio e ieri sera e hanno presodi mira delle zone di Duma densamente popolate da sfollatilocali e da altri giunti nella città nelle ultime settimanedalle altre località della Ghuta cadute sotto i colpigovernativi e russi. Nel primo attacco i sintomi segnalati dai soccorritori fannopensare all'uso di cloro, mentre nel secondo attacco si ipotizzal'utilizzo di una miscela di gas nervino e sarin ma èimpossibile dire con certezza le materie tossiche usate neibombardamenti aerei. I medici affermano che le vittime del secondo attacco nonsono riuscite a fuggire e che molti sono morti negli scantinatidove si erano rifugiati. Mentre nel primo attacco, quello forsecol cloro, le vittime hanno presentato sintomi di soffocamento,bave schiumose alla bocca e convulsioni ma che sono comunqueriuscite a uscire dagli edifici colpiti. Gli attacchi "chimici"sono stati preceduti da intensi bombardamenti aerei con armiconvenzionali. E i raid sono continuati anche durante e dopo ilanci di gas tossici su Duma.

 

Fonte: www.avvenire.it