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Abbiamo scoperto che A., 16 anni, ha un tumore maligno al livello del bacino. Non è da molto che è al Centro, ma da quando è arrivato ha sempre avuto problemi con una gamba: dolori, gonfiori... Ultimamente mi diceva che se lo toccavo non sentiva niente in alcuni punti, come se non fosse una sua gamba. 

 

 

Il ragazzo accusava forti dolori soprattutto di notte e di giorno va sempre zoppicando.

Abbiamo cercato di capire quale fosse il problema, medici su medici, appuntamenti su appuntamenti... Abbiamo fatto fare anche una scarpa ortopedica perché una gamba sembra essere più corta dell'altra. Poi il verdetto.

Adesso siamo ancora in giro a fare tutto ciò che i dottori ci consigliano di fare. Resta ancora una biopsia ma da fare a Kinshasa perché qui non ci sono i mezzi per farlo.

Il ragazzo non sta capendo niente di tutto ciò che succede e per ora è meglio così.

Sicuramente dopo queste ultimi analisi lo faremo ricoverare in un ospedale a Kinshasa o comunque nell'altro Congo dove le possibilità di essere curati sono maggiori.

E penso chiaramente a cosa avrebbe fatto un padre di famiglia "ordinario", magari disoccupato come tanti da queste parti, di fronte a un problema del genere.

Qui se non paghi tutto (e in anticipo) non si muove una foglia. Quante vittime sconosciute del dio denaro, quanti martiri non citati nei calendari, assassinati da un sistema gestito da chi non ha problemi a pensare alla propria vita o a quella dei propri cari, ma che scrolla le spalle davanti alle vite altrui come di fronte a un peso del quale non ha nessun dovere di caricarsi e che se ne tira fuori al limite con frasi tipo: "Il male è inevitabile...".

Almeno A. per ora non è solo. Ci siamo noi tutti con lui e con l'aiuto e la preghiera di tutti gli staremo accanto.

Non so quante possibilità ha di guarire, ma non voglio negargli le possibilità di avere accanto degli amici. Almeno questo.

Grazie per aver accolto questa riflessione / sfogo.